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Botti di fine anno. Belli, ma maneggiare con cautela

A prescindere dal significato e dalla funzione, i botti di fine anno sono un simbolo affermato della fine di un anno e dell'inizio di uno nuovo.

d i Duccio

Fuochi d’artificio,  petardi, giochi pirotecnici vari ed eventuali.. Non sia mai che l’anno vecchio debba chiudersi senza un po’ di rumore e di chiasso. I botti di fine anno, infatti, costituiscono una tradizione assodata di cui molti non possono farne a meno. Sarebbe quasi un brindisi con i calici colmi d’acqua accogliere l’anno che viene nel silenzio e nell’indifferenza. Ed effettivamente, non sembrerebbe neanche arrivato il nuovo anno se non trovasse spazio il clamore roboante delle esplosioni.

Ciò che viviamo come folklore oggi, era rivestito di un significato dai confini piuttosto netti in passato. Quei botti, in un certo senso, esorcizzavano l’atmosfera creata e insozzata da quanto di negativo l’anno vecchio ha sparso intorno. Si rendeva necessaria una discontinuità, mortificare l’anno ormai trascorso per fare spazio all’anno nuovo. Il rumore, poi, allontana i malvagi, quindi meglio abbondare in tal senso.

Il necessario clamore si legava alla superstizione: mettere in fuga i fantasmi e gli spiriti maligni era necessario, specie se si intendeva tener salvo l’anno ancora neonato. Oggi la superstizione non trova più spazio nell’era della dea tecnologia, o meglio si cerca di tenerla celata per farla emergere nel momento forse più opportuno e quindi i “botti” son rimasti ma depurati dalla funzione che veniva loro attribuita in passato. Un po’ di chiasso non necessità di chissà quale approfondimento per trovare causa e giustificazione.

Dopo tutto, quando si accoglie una persona cara, che si fa se non lasciarsi andare in esultanze che, anche quando tenute blande, liberano quel tanto di caciara che basta a far sentire l’ospite o il nuovo arrivato a suo agio. Lo stesso vale per l’anno nuovo, questo nuovo ospite che lo si attende come la panacea di tutti i mali. Come ogni anno. E questo anche quando economisti e “tecnici” ci dicono che il peggio non è ancora passato e che i sacrifici saranno ancora tanti e tanti (il primo quantitativo il secondo qualitativo maccheronico).

Manifesto del Comune di San Giorgio a Cremano (NA)

Ma in tutto questo, non lasciamoci prendere la mano. Volendo, con questo, citare lo slogan del manifesto del Comune di San Giorgio a Cremano, il quale ha preso una posizione contro le conseguenze belliche dei botti di fine anno (un manifesto che non ha mancato di far discutere, per l’esplicito riferimento figurativo che non necessita di esegesi o ermeneutica particolare per farsi comprendere, come si può appurare qui a latere).

Non sarebbe più auspicabile accendere la Tv domani e invece di sentire cifre da trincea sui feriti per colpa dei botti di fine anno ascoltare con un sorriso il resoconto di come le città italiane hanno accolto il Capodanno?

Non mi resta che augurarVi un felice ed un sereno 2013. Auguri a tutti voi!

Duccio

 

 

 

 

 

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Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

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