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La strage del Charlie Hebdo e la deriva isla-estremista

L’estremismo islamico incalza l’Occidente e la strage del Charlie Hebdo non è altro che un modo per lanciare un messaggio forte e chiaro.

di Duccio

Il 7 gennaio 2015 è destinato a scalfire le pagine di storia francese ed europea: un commando di estremisti islamici (tra loro, chi ha sostenuto di appartenere all’Isis chi al Al-Qaida) attacca la sede del giornale satirico “Charlie Hebdo” provocando la morte di dodici persone, tra cui il direttore, quattro penne storiche del giornale e due guardie.

AmedTanto si è detto sul movente dell’attentato. l’Islam intollerante ed estremista che mette a tacere tutto e tutti in qualunque modo. L’evento è divenuto per molti (media e non) un attentato alla libertà di espressione. Ciò è anche vero, solo in parte è corretto. Gli attentatori senza dubbio sono stati anche animati dalla necessità di mettere a tacere chi ridicolizza il loro profeta e la loro fede. Tuttavia si trascende il movente dell’offesa all’Islam, il messaggio va oltre e l’oggetto dell’attentato è più esteso della sola libertà di espressione.

In realtà, l’Islam integralista ha battuto un colpo. Anzi due: con l’Islam non si scherza, l’Islam si deve imporre. Infatti, Al-Qaida ha rivendicato la strage, così come l’Isis, e non dei semplici musulmani offesi: il fine è politico, primariamente politico e solo strumentalmente ideologico. Non deve dimenticarsi che politica e ideologia per l’Islam sono un tutt’uno, così come il diritto con la religione. E ciò vale ancor di più, senza possibilità alcuna di equilibrio, per l’integralismo islamico. Per questo motivo, il movente satirico è il pretesto, solo il modo per ribadire e consolidare una posizione attraverso l’ideologia. Ma il fine è diverso, la deriva è ben più pericolosa.

Umma1Uno dei principi basilari dell’Islam è l’identificazione nell’Umma, la comunità dei fedeli islamici, un concetto ampio che si spiega oltre i confini territoriali dei singoli stati islamici, un concetto universale. Per l’Islam estremista l’Umma deve essere non solo una realtà ideologica e di fede, ma anche strutturale e politica: l’Islam integralista mira alla guerra santa, una guerra santa dichiarata ormai da tempo.: i proclami non si contano, ma adesso stanno facendo capire fin troppo chiaramente di essere passati alla fase operativa. Il fine è la costruzione di un unico ed esclusivo stato islamico (l’Isis ne è un embrione, non è un semplice o complesso movimento terroristico), il mezzo anche e prioritariamente la paura e la violenza: o Allah o la morte.

Se con l’Islam si può dialogare, lo stesso non vale per l’estremo Islam. E lo sanno bene anche quei musulmani che, tutt’altro che estremisti, hanno visto riemergere l’integralismo islamico come un ombra fredda e grave a seguito di quella che è stata definita “primavera araba”. L’estremismo islamico incute terrore nei musulmani moderati, considerati dei corrotti.

E per inciso: gli affiliati dell’Isis e di Al-Qaeda sono già dentro i confini occidentali. Gli attentatori non sono venuti in Europa appositamente per il piano stragista di Parigi. Ciò dovrebbe aprire il discorso delle “cellule dormienti” e del pericolo che l’intero Occidente corre fin quando non saremo in grado di predisporre un vero controllo del territorio e sul territorio. Un controllo ad ampio raggio che urge come mai prima d’ora, visto che cresce anche il numero dei simpatizzanti europei che abbracciano la causa jihadista. Ma questa è un’altra storia..


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Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

One Response to “La strage del Charlie Hebdo e la deriva isla-estremista” Subscribe

  1. big 11 gennaio 2015 at 15:58 #

    OK.

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