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#4. Come funziona la legge elettorale con la quale andremo a votare (Rubrica Elezioni politiche 2013)

- Il quarto articolo della Rubrica "Elezioni politiche 2013" - Come funziona la nostra legge elettorale. Le basi fondamentali tra premi, sbarramenti, coalizioni e liste bloccate.

Come funziona la nostra legge elettorale. Le basi fondamentali tra premi, sbarramenti, coalizioni e liste bloccate.

di Duccio 

[quarto articolo della Rubrica: Elezioni politiche 2013]

Una legge elettorale non è altro che uno strumento per trasformare i voti espressi dai cittadini in seggi parlamentari. Per conoscere il destino del voto che ognuno di noi andrà ad esprimere dentro la cabina elettorale è necessario conoscere come tale strumento funziona. Nel bene e nel male.

porcataDopo una breve storia sul “porcellum” (qui) ecco cosa prevede la legge 270/2005, ossia la legge elettorale con la quale andremo a votare. Il “porcellum” propone un sistema elettorale proporzionale, ossia assegna ai partiti i seggi in proporzione ai voti espressi, e prevede cinque elementi fondamentali: lista bloccata, possibilità di coalizione di liste, predeterminazione del capo lista/coalizione, clausola di sbarramento e premio di maggioranza

coalizioneLa possibilità per i partiti di presentarsi come liste uniche o in coalizione tra di loro e la predeterminazione del capo della lista singola o della coalizione. I partiti possono correre da soli in quanto liste singole oppure collegarsi presentandosi come una compagine unica, una coalizione di leste collegate. Di fatto, in questo modo è più semplice che siano le coalizioni a prendere il maggior numero di voti. La  lista singola o la coalizione indica già prima delle elezioni chi, in caso di vittoria, si proporrà come Presidente del Consiglio.

lista bloccataLa lista bloccata. Il cittadino non potrà scegliere direttamente il candidato, ma voterà per una lista e i candidati saranno scelti sulla base dell’ordine precedentemente stabilito e presentato dalle liste (se ad una lista spettano 3 seggi, saranno eletti i primi 3 dell’ordine). E’ questo il vero punto dolente di tutta la legge legge elettorale, che priva il cittadino di scegliere direttamente il parlamentare. Tale scelta è stata giustificata, tra le altre cose, con la necessità di porre fine al cattivo costume di acquistare il voto in cambio di favori. Ma di fatto un sistema così strutturato permette di consolidare il potere del vertice di partito che collocherà le persone di maggior gradimento al vertice stesso tra i primi posti dell’ordine della lista presentata preventivamente. E, come ben noto, il vertice di partito non si costituisce in maniera democratica. Sicuramente, un deficit  nella formazione dell’organo rappresentativo per eccellenza.

sbarramentoLa clausola di sbarramento. Le liste singole o le coalizioni di liste devono raggiungere una percentuale minima di voti validi per partecipare alla assegnazione dei seggi elettorali. Si tratta di un sistema di sbarramenti piuttosto rigido ed articolato, finalizzato a permettere una maggiore governabilità attraverso la neutralizzazione dei partiti più piccoli (quindi meno rappresentativi) evitando così l’eccessiva frammentarietà del Parlamento. Gli sbarramenti funzionano in maniera diversa a seconda che si tratti della Camera o del Senato.

  • La Camera dei Deputati è elette a base nazionale e gli sbarramenti previsti sono riferiti ai voti validi presi a livello nazionale. Le coalizioni devono raggiungere il 10% dei voti validi a livello nazionale, dove all’interno della stessa coalizione almeno una lista deve ottenere almeno il 2%. Le liste uniche non collegate in coalizione devono ottenere il 4% dei voti validi a livello nazionale. Le liste delle coalizioni che non hanno raggiunto il 10% necessario possono partecipare all’assegnazione dei seggi se raggiungono singolarmente il 4%  dei voti validi a livello nazionale. (Altre percentuali sono previste per le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute).
  • Il Senato è eletto a base regionale e gli sbarramenti previsti sono riferiti ai voti validi presi nelle singole regioni. Le coalizioni devono raggiungere il 20% dei voti validi a livello regionale, dove all’interno della stessa coalizione almeno una lista deve ottenere almeno il 3%. Le liste uniche non collegate in coalizione devono ottenere l’8% dei voti validi a livello regionale. Le liste delle coalizioni che non hanno raggiunto il  20% necessario possono partecipare all’assegnazione dei seggi se raggiungono singolarmente l’8%  dei voti validi a livello regionale.

premio di maggioranzaIl premio di maggioranza. La coalizione di liste o la lista che ottiene il maggior numero di voti ottiene la maggioranza dei seggi parlamentari. Come per il sistema degli sbarramenti, il premio di maggioranza ha la funziona di assicurare una maggiore governabilità attraverso l’assegnazione dei seggi necessari ad ottenere la maggioranza a chi ottiene il maggior numero di voti. Tale strumento funziona in maniera diversa per la Camera  e per il Senato.

  • In riferimento alla Camera dei Deputati, alla coalizione o alla lista singola che ottiene il maggior numero di voti vengono assegnati 340 seggi su 630 disponibili.
  • In riferimento al Senato, l’assegnazione dei seggi avviene sempre su base regionale e alla coalizione o alla lista singola che ottiene il maggior numero di voti nella singola regione vengono assegnati il 55% dei seggi riservati a quella regione.

costituzione

Nonostante manchi il voto di preferenza, la legge è conforme alla Costituzione che dispone soltanto che “la camera è eletta a suffragio universale e diretto” e “il Senato della Repubblica è eletto a base regionale”: infatti, la “X” posta sul simbolo del partito è finalizzata a conferire i seggi parlamentari e quindi ad eleggere il Parlamento. La Costituzione non indica la modalità di elezione del Parlamento, ma soltanto che questo deve essere eletto a suffragio universale e diretto. Quindi, le liste bloccate saranno senza ombra di dubbio deprecabili, ma non incostituzionali.

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Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

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