Crea sito

Obama fa il bis alla Casa Bianca

Obama sbaraglia la concorrenza della compagine repubblicana, riconfermandosi l'inquilino della Casa Bianca per un altro quadriennio.

di Duccio

Perchè Barack Hussein Obama è stato rieletto? Forse una scorsa ad ulcune riforme e provvedimenti varati potrebbe tornare utile.

(Avvertenze. Chi scrive è ben conscio delle imperversanti teorie del complotto che interessano e riguardano puntualmente tanto Barack Obama quanto i suoi provvedimenti e la sua politica in generale, ma sono state volutamente omesse dall’articolo, senza per questo precludere la possibilità di farne riferimento o discuterne nei commenti.)

  • Interventi volti ad arginare gli effetti cavalcanti della crisi economica attraverso il varo di un pacchetto di rilancio economico dal valore di 787 miliardi di dollari subito dopo il suo insediamento (2008), per i quali interventi il Financial Time sostiene che Obama “ha salvato il Paese da una Grande Depressione”.
  • Premio Nobel per la pace 2009 (un premio “preventivo”, visto che la commissione norvegese ha affidato un Nobel di siffatta portata sulla base del discorso che Obama ha tenuto al Cairo, in cui auspicava la pacificazione del Vicino Oriente: del resto, avrà destato scalpore un presidente statunitense per nulla guerrafondaio!)
  • Ordine di chiusura della prigione di Guantanamo Bay, prigione voluta da G. W. Bush all’interno della base militare di Guantanamo e presto definita “the legal black hole” per la spietata noncuranza verso i diritti “non”garantiti ai detenuti, prigionieri catturati in Afghanistan e collegati – o presunti tali – al terrorismo (non veniva loro reso noto neanche il motivo della loro “permanenza” all’interno della prigione): decreto emanato nel 2009 ma ancora non eseguito, sebbene resta lodevole l’iniziativa (la Suprema Corte statunitense ha esteso i diritti costituzionalmente garantiti ai detenuti e agli imputati in territorio americano ai prigionieri di guerra di Guantanamo).
  • Fine della guerra in Iraq nel dicembre del 2011, un conflitto iniziato nel 2003 da G. W. Bush con il pretesto della presenza di armi di distruzione di massa, pretesto riconosciuto infondato qualificando il conflitto come una guerra di aggressione (ed anche noi italiani abbiamo partecipato a questa guerra di aggressione, non dimentichiamolo) e, ben presto, di conquista (dell'”oro nero”).
  • Graduale ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan che si completerà definitivamente entro il 2014.
  • La riforma di Wall Street, ossia la riforma del sistema finanziario più grande, come è stato detto, dalla Grande Depressione del 1929, che ha previsto l’insediamento di organismi di controllo sulle attività di Wall Street onde evitare che quanto accaduto nel 2008 (fallimento Lehman Brothers e conseguente crisi globale) potesse trovare nuovamente spazio in futuro.
  • La riforma sanitaria, la cosiddetta Obamacare del 2010, la riforma storica, avversata all’interno del Congresso e dalle potenti lobbies economiche (assicurative in primis), in quanto il sistema sanitario è stato in parte (in grossa parte, visto il pregresso funzionamento) aperto a 30.000.000 di americani privi di copertura sanitaria ed è stato ridimensionato l’operato degli istituti di assicurazione in materia sanitaria (negli Stati Uniti, senza l’assicurazione sanitaria, o il malato è benestante oppure gli è impossibile accedere alle cure).
  • Esecuzione di Osama Bin Laden (non uccisione, bensì esecuzione, è cosa ben diversa) nel maggio 2011 ad opera dei Navy Seal (motivo che, da solo, ha garantito ad Obama il secondo mandato).
  • L’abolizione del DADT (Don’t ask, don’t tell) nel 2011, provvedimento legislativo per il quale non era permesso ai militari dichiarsi omosessuali, non era permesso svolgere ricerche in tal senso ed era previsto l’allontanamento dall’esercito del milite dichiaratosi o “scoperto” omosessuale.
  • L’apertura alle nozze gay in piena campagna elettorale (qualche strumento del mestiere del politico oculato).

A quanto pare, gli statunitensi hanno apprezzato l’operato dinamico e propulsivo del presidente democratico, che ha sbaragliato per la seconda volta la concorrenza repubblicana (John McCaine nel 2008, Mitt Romney questa volta).

La riforma “storica” sulla sanità, se da un lato ha messo a rischio la rielezione per l’avversione degli istituti assicurativi (sono le lobbies a scegliere il presidente), dall’altro ha acquistato alle urne in un ottica pro-democratica circa 30 milioni di cittadini americani che ora vantano una copertura sanitaria prima solo agognata.

E non si può tacere l’effetto patriottico dell’esecuzione di Osama Bin Laden e il messaggio è chiaro: Bush in sette anni non è stato capace a trovare Bin Laden e Obama l’ha fatto in soli tre anni. Ma ovviamente questo è solo l’effetto mediatico, mentre le cose non sono così semplici.

Poi, come non riconfermare la fiducia alla Famiglia Obama: marito fedele, moglie devota e sempre presente (ma proprio sempre..), figli sorridenti e modello. Agli americani piace anche questo, pretendono di vedere una persona con la faccia “pulita” alla Casa Bianca, senza nulla da nascondere (anche se hanno provato a screditare l’immagine di Obama attraverso la divulgazione di immagini che ritraggono la madre senza veli) e, possibilmente, sincera (Bill docet!).

Inoltre, non va trascurato che Obama è stato più incline, rispetto al suo predecessore e al suo rivale del 2008, alla diplomazia piuttosto che alla forza bellica, cercando di dare agli States un nuovo volto, il volto del mediatore, del pacere (soprattutto nel Vicino Oriente), provando a levigare i ruvidi lineamenti che gli Stati Uniti avevano assunto negli anni passati, quando ogni pretesto diveniva sufficiente per dar vita a guerre inutili, di aggressione (l’amministrazione Bush ha coniato il concetto di attacco preventivo, di sopraffina illogicità) e che presto si rivelavano dei pretesti per addivenire ad altre finalità mai celate del tutto. Tuttavia, quando si è rivelato necessario ricordare ai cittadini americani (e non solo) chi fossero gli Stati Uniti, anche Obama ha dimostrato di possedere quell’indole egemonica tipicamente Yankee, penetrando in Pakistan con i Navy Seals (violando tutta una serie di trattati internazionali che rendono il Pakistan praticamente inacessibile, in questo non differenziandosi dalla politica estera dell’amministrazione Bush e dall’opinione che i giuristi statunitensi hanno – anzi, non hanno – del diritto internazionale) e portando a termine l’esecuzione di Osama Bin Laden (e tanti cari saluti alle garanzie processuali, ed anche in questo non differenziandosi da alcuni precedenti dell’amministrazione Bush – come la consegna di Saddam Hussein agli irakeni per farlo giustiziare attraverso impiccagione, invece di sottoporlo alla Corte Penale Internazionale).

Pur essendo innegabili alcuni elementi di affinità con la precedente amministrazione Bush (specie in riferimento al diritto internazionale), Barack Hussein Obama si è reso protagonista di un quadriennio in cui il volto degli Usa è stato largamente riqualificato, un quadriennio in cui non sono mancati i pretesti per dar vita a conflitti inutili e pericolosi (il caso Libia, le ambizioni nucleari di Ahmadinejad, le manifestazioni di potenza bellica della Corea del Nord, la guerra civile in Siria).

Infine, mentre nel 2008 ha dovuto affrontare a viso aperto la crisi, ora Obama sarà costretto a fare i conti  con il fiscal cliff, quindi tagli alla spesa pubblica e aumento delle tasse per il 90% delle famiglie: un atto dovuto per arginare lo spauracchio della perdita della tripla A minacciato dalle agenzie di rating, minaccia preceduta dal primo downgrade della storia degli Stati Uniti da parte di Standard & Poor’s. E come se non bastasse, nel giorno della sua vittoria elettorale, Wall Street affonda. Ma, come ha detto Obama nel suo discorso subito dopo la vittoria, “il meglio deve ancora venire”.

Il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Hussein Obama

 

Tags: , , , , , , ,

Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

One Response to “Obama fa il bis alla Casa Bianca” Subscribe

  1. D$I WESKER 9 novembre 2012 at 19:43 #

    Potremmo stare qui a scrivere per ore ma l’unica cosa meritevole di menzione è che Obama è un Leader perfetto, o comunque questo è quello che si vede nei Media, marito fedele, riforme, operazioni estere che ormai sembravano spacciate e chi più ne ha piu ne metta… Quell’uomo ha fatto tanto per l’America e se potessi fare qualcosa gli darei la cittadinanza Italiana per far si che metta a posto le cose pure qui…

Tifosi olandesi devastano Roma, all’Olanda il premio fair play UEFA!

Quasi un paradosso, ma i fatti del febbraio di quest’anno che hanno visto Roma alle prese con un folto gruppo di Lanzichenecchi tifosi del Feyenoord 36 ore prima della partita di Europa League Roma – Feyenoord è valso il premio fair play UEFA (“correttezza”) all’Olanda calcistica assegnato dall’Uefa.

Isis: di chi è la colpa?

Isis, Stato Islamico dell’Iraq e della Grande Siria: la responsabilità dell’Occidente nella genesi del mostro. Chi è senza peccato, scagli la prima bomba..

DAL WEB: Sergio Mattarella, chi è il nuovo Presidente della Repubblica – Il Fatto Quotidiano

DAL WEB: Sergio Mattarella, chi è il nuovo Presidente della Repubblica – Il Fatto Quotidiano

Italia figli e figliastri #1

Come si suol dire: figli e figliastri. Ma può uno Stato fare figli e figliastri? Sì. Italia figli e figliastri #1

Caso Greta e Vanessa: il “riscatto” si paga oppure no? Tra polemiche e regole

In casi analoghi a quello di Greta e Vanessa, cosa dice l’ordinamento e la prassi internazionale sul “prezzo” della libertà? Il riscatto si paga o non si paga? Molto si è detto, ma poco è stato spiegato. Cose che sembreranno banali, ma è opportuno puntualizzare: perché, per principio, un riscatto a seguito di sequestro di persona non va pagato?

Greta e Vanessa, le parole inappropriate (nel dubbio) di Gentiloni

Greta e Vanessa sono state liberate. Tuttavia, al netto della sterile diatriba sull’avvenuto o meno pagamento del riscatto, il Governo […]