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Omicidio di Perugia: per la Cassazione tutto da rifare

L'omicidio di Perugia torna in appello: la Cassazione, senza sorprendere, ha annullato l'assoluzione. Ma Amanda Knox è negli Stati Uniti, il che non è privo di seri problemi.

L’omicidio di Perugia torna in appello: la Cassazione, senza sorprendere, ha annullato l’assoluzione. Ma Amanda Knox è negli Stati Uniti, il che non è privo di seri problemi.

di Duccio

Come volevasi dimostrare: tutto previsto per filo e per segno. Sull’assoluzione quanto mai controversa di Amanda Knox e Gabriele Sollecito da parte della Corte d’assise d’appello di Perugia e il presunto rapporto tra la decisione ed alcune dichiarazioni (leggasi: pressioni) dell’allora Segretario di Stato statunitense Hillary Clinton si era già detto. Così come si è già fatto riferimento alle difficoltà che sarebbero scaturite da un ipotetico annullamento della sentenza ad opera della Cassazione qualora Amanda Knox avesse (come ha fatto due minuti dopo l’assoluzione) lasciato il territorio italiano (il precedente articolo, qui). L’omicidio di Perugia, in cui venne uccisa la giovane studentessa inglese Meredith Kercher, continua, per adesso, a restare senza un responsabile. Ma tutto si riapre.

cassazioneLa Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura generale presso la Corte d’appello di Perugia, quindi ha annullato la sentenza di secondo grado e disposto il rinvio alla Corte d’assise d’appello. Ma una parte della sentenza è stata salvata: la condanna di Amanda Knox per calunnia (la Knox, in tutta la sua estraneità ai fatti, aveva falsamente accusato Patrick Lumumba per l’omicidio: d’altronde, chi è estraneo ad un fatto è capace pure di indicare il responsabile o comunque avrebbe la necessità di indicare un falso responsabile, logico direi). E quindi? Si deve svolgere nuovamente e integralmente il processo d’appello che si svolgerà presso la Corte d’appello di Firenze.

usaE se il problema non si pone per la presenza di Gabriele Sollecito, diversa è la situazione per Amanda Knox: infatti, in caso di condanna, affinché la giovane Amanda possa scontare la pena bisognerà rivolgere la richiesta di estradizione (in pratica, la consegna della ragazza) agli Stati Uniti, gli stessi Stati Uniti che hanno esercitato palesemente tutte le pressioni necessarie per arrivare ad una sentenza di assoluzione (tutto già raccontato nell’articolo precedente, qui). “Sono addolorata, continuano a non credermi” dichiara la Knox, come se si stesse parlano di una semplice lite tra ragazzine. Ma la Knox è una star acclamata negli Usa, il simbolo del loro loro civilissimo sistema penale a fronte delle nostre barbare procedure inquisitorie che si accaniscono contro una giovane innocente: mettiamoci l’anima in pace, perché in caso di condanna non vedrà neanche per un’ora il sole a scacchi.

E in tutto questo (che non è poco), pare proprio che il Presidente della Corte d’assise d’appello di Perugia, Claudio Pratillo Hellmann, non abbia accolto con entusiasmo la decisione della Suprema corte.

HELLMANN«Prevedevo che la decisione della Cassazione – spiega Hellmann – sarebbe stata quella dell’annullamento con rinvio. Il partito dei pm è molto forte nella magistratura».

Il rammarico del magistrato, che si è visto bocciare la sua sentenza, potrebbe (forse) essere comprensibili, ma l’uscita decisamente fuori misura. Stando così i toni delle sue insinuazioni su una occulta influenza dei pm, se non fosse che si vuole giustamente credere alla buona fede del magistrato, si potrebbe benissimo dire che quella sentenza d’appello ce l’aspettavamo dato che l’arroganza e l’influenza statunitense è molto forte in Italia.

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Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

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