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Eppur si muove: scelti i Presidenti di Camera e Senato. Ma c’è chi dice no.. (Rubrica Elezioni politiche 2013 – #10)

Gli ingranaggi cominciano a girare, nonostante qualche goccia di olio in più non nuocerebbe: fatti i Presidenti di Camera e Senato, si attendono segnali forti e responsabili da tutte le parti politiche in gioco. Al netto della sterile polemica

Gli ingranaggi cominciano a girare, nonostante qualche goccia di olio in più non nuocerebbe: fatti i Presidenti di Camera e Senato, si attendono segnali forti e responsabili da tutte le parti politiche in gioco. Al netto della sterile polemica

di Duccio

[articolo #10 della Rubrica Elezioni politiche 2013]

Sembra che qualcosa cominci a muoversi all’interno della nuova legislatura. Infatti, in fin dei conti, non è stato così complicato eleggere la terza e la seconda carica dello Stato, i Presidenti di Camera e Senato.

La Camera dei Deputati ha scelto alla quarta votazione Laura Boldrini con 327 voti. Giornalista, 56 anni, impegnata sempre in ambito Onu, sino al 2012 portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, attività per la quale ha ricevuto dei riconoscimenti nazionali. Eletta alla Camera tra le fila di Sinistra Ecologia e Libertà.

Il Senato della Repubblica ha virato nella seconda seduta su Pietro Grasso con 137 voti. Magistrato, consulente a tempo pieno della Commissione parlamentare Antimafia, dal 1993 nella Procura Nazionale Antimafia, dapprima come Sostituto, poi come Procuratore Nazionale Antimafia Aggiunto e infine come Procuratore Nazionale Antimafia sino al 2013. E’ stato eletto senatore tra le fila del Partito Democratico.

A quanto pare, i parlamentari si sono orientati verso figure di spicco, nonostante per la prima volta in Parlamento (né Grasso né la Boldrini hanno varcato prima d’ora la soglia delle aule parlamentari da senatore e da deputato).

Non sono di certo mancati i classici (e, dopo tutto, normali) “tira e molla” tra le compagini politiche, ognuna delle quali intenda a far prevalere il proprio rappresentante. Ma, nonostante sia fuor di dubbio l’alto profilo della seconda e della terza carica dello Stato, non si sono fatte attendere alcune disquisizioni all’interno di alcuni schieramenti politici e rimproveri ai senatori “dissidenti”.

In particolare desta clamore la reazione di Grillo subito dopo le votazioni del Presidente del Senato. Infatti, se la protesta avesse (forse) trovato qualche giustificazione in un contesto soggettivo in cui non fossero figurate persone di un certo calibro, non si comprende l’ostruzionismo manifestato avverso una scelta che spettava solo ed esclusivamente ai parlamentari. Stando ad un profilo fuor di discussione, le competenze ancor meno, l’appartenenza ad un colore politico ostile non può dare causa ad alcun tipo di protesta: quei voti espressi dai senatori a 5 stelle a favore di Pietro Grasso sono il segno di consapevolezza e di responsabilità e non di una asserita mancanza di trasparenza. Come se la continuazione di un’eterna fase di stallo fosse producente. E non trova ragione né in cielo né in terra l’invito a dimettersi rivolto ai “traditori”, accusati di aver “tradito gli elettori”.

E non nuoce un breve riferimento costituzionale: l’art. 67 della Costituzione della Repubblica pone il divieto di mandato imperativo, che non significa che ogni parlamentare può fare ciò che vuole – come è stato contestato in maniera più colorita da chi pretende cieca obbedienza dai “suoi” parlamentari – bensì che ogni singolo parlamentare non può essere condizionato nel suo operare da varie ed eventuali istruzioni ricevute dai suoi elettori (o dai suoi mentori o dai suoi leader o dai suoi guru), in quanto “rappresenta la Nazione” e non soltanto i suoi elettori. Nessun altro dettame è ammesso.                                                      Se gli elettori, poi, dovessero non essere contenti, al momento delle nuove elezioni sposteranno la loro preferenza verso altri candidati o compagini politiche: questa è la responsabilità politica, attraverso cui l’elettore valuta l’operato dell’eletto attraverso il voto. Anche in ciò si manifesta la democrazia, piaccia o meno.

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Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

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