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#2. Dietro le quinte delle elezioni politiche 2013: tra plagi, new entry, pifferai magici e protagonismi (Rubrica: Elezioni politiche 2013))

- Il secondo articolo della Rubrica "Elezioni politiche 2013" - Scambi di "battute", un pletora (o masnada?) di partiti politici e manie di protagonismo: ossia, come ci si prepara alle elezioni politiche 2013.

Scambi di “battute”, un pletora (o masnada?) di partiti politici e manie di protagonismo: ossia, come ci si prepara alle elezioni politiche 2013.

di Duccio

[secondo articolo della Rubrica “Elezioni politiche 2013”]

Il valzer è appena iniziato, quello delle elezioni politiche 2013, e quindi ci tocca assistere a  giri rocamboleschi e a scenari istrionici.. Già, proprio così: ci tocca. Volenti o nolenti.

Adesso hanno avuto inizio (almeno) le vere campagne elettorali e tutti ci auguriamo che sino ad ora abbiano preferito solo scherzare, benchè in maniera inopportuna (vedi qui). Qualche piccolo sguardo a ciò che, nel frattempo, è accaduto.

Si è potuto osservare di tutto: candidati che si mettono a spolverare gli sgabelli in televisione ed altri che con fare soporifero si rivolgono ai giovani dichiarando il proprio fastidio verso i discorsi sulle alleanze e gli attacchi degli avversari (??). C’è chi si sacrifica a “scendere in campo” e chi aspira a “salire in politica”, a seconda dei punti di vista e del significato che si dà alle frasi e per maggiori informazioni consultare Berlusconi e Monti: il primo si sente proveniente da un rango più alto, per cui “scende”; il secondo vuole riacquistare all’Italia la sobrietà della politica alta, per cui “sale”; per il primo, il secondo ha usato il predicato “salire” perchè consapevole di provenire da un livello più basso; il secondo che replica in merito alle affermazioni del primo con un monito tipo “attenti ai pifferai magici”.. Parole usate dai signori ora menzionati, sia chiaro!

200318031-001Un argomento topico di queste elezioni politiche 2013, dove si gioca tutta la demagogia e il populismo di cui potranno essere capaci – se lo vorranno (non lo vorranno?) – i nostri protagionisti del palcoscenico politico pre-elettorale, sarà quello relativo all’Imu sulla “prima casa”! Imu sì, Imu no, Imu forse… E questo è un argomento “forte” che sicuramente ci farà “sognare” e ci accompagnerà durante la campagna elettorale. E non si dimenti che proprio questo punto (dolens!) gode di una serietà di non poco rilievo: sarà impossibile rimuovere l’imu sulla “prima casa” senza spiegare come reperire l’equivalente gettito da altre fonti e sarà in egual modo impossibile confermarla senza le opportune giustificazioni.

E poi il “creazionismo”.. C’è chi ha dato vita ad un partito politico giusto per l’occasione (sulla smania del “creazionismo” dei partiti, si è detto qui). Per intendere quali sono i numeri relativi ai soggetti politici che vogliono correre (o passeggiare) verso le elezioni politiche, sono stati presentati al Viminale circa 219 simboli collegati ad altrattante liste elettorali e di questi 184 sono stati ammessi – 15 dopo correzione – e 19 rifiutati – per 8 dei quali è stato presentato ricorso presso la Corte di cassazione, ma l’ufficio elettorale della Suprema Corte ha rigettato 7 opposizioni. partiti

La proliferazione è così intensa che sono finiti i nomi, i simboli e i colori da dare ad ogni simbolo: così Sgarbi rivendica la sua “Rivoluzione” in merito alla “Rivoluzione” di Ingroia, Grillo si scaglia contro la scopiazzatura del logo di MoVimento 5 Stelle da parte di qualche furbastro, un Monti che non è il Professore ma un consigliere di Frabosa Soprana che crea una lista simile nel nome e nel contesto a quella del senatore (“Per l’Europa Monti presidente” a fronte di “Scelta civica con Monti per l’Italia” del Professore), di nuovo Ingroia, che vede depositare un simbolo uguale al suo dal quale differisce solo per l’assenza del nome dell’ex pm di Palermo, la Lega che si vede respingere il simbolo per una “M” di “TreMonti” valutata equivoca..

Non va trascurata, poi, la fantasia e la stravaganza di alcune liste (non si vuole offendere nessuno, è ovvio!): “Io non voto”  (vien da dire: che ti candidi a fare!?), il “Movimento poeti d’azione” (forse sarà tornato in vita D’Annunzio, perchè altrimenti non puote spiegarsi cotanta verve e desio di combattivo spirto – mi sembra il minimo un po’ di aulico..), il “Partito dei Pirati” con slogan “vota pirata” (proprio il pirata che, in generale e non in questo caso, è simbolo di crimine e di nefandezza) e Cicciolina con il suo “Democrazia Natura Amore” (forse darà man forte alla lista del Cavaliere..). Poi ci sono i vari “Movimento Bunga Bunga” (sono proprio curioso di leggerne il programma “elettorale”…), “Dimezziamo gli stipendi ai politici” (come far di un programma un nome!), “Movimento mamme del mondo” (chi non si sente già più coccolato?), “Recupero maltolto” (sarà deformazione, ma il termine “recupero” mi sa di riscossione), “Movimento Eudonna” (letteralmente “donna è bello” o “bella donna”.. il secondo è anche il nome un’erba alle volte velenosa..), “Fuoritutti” (altro che saldi!), “Partito internattiamo” (con neologismo coniato ad hoc, con buona pace dell’Accademia della Crusca), “Staminali d’Italia” (va bene che ognuno di noi è cellula della società, però..), “Fermiamo le banche e le tasse” (anche qui, il programma si fa nome)… E moltissime liste dalla insolita nomenclatura sono state ammesse (per l’amor di Dio, è giusto così, non staremmo in una democrazia libera altrimenti), quindi l’elettore potrà considerare la breve permanenza all’interno della cabina elottorale come un concentrato di cabaret da assaporare in 45 secondi (non credo che dentro quella cabina si sosti più a lungo).

Chissà se dietro a questo riscoperto attivismo politico – una salvadanaioriscoperta che puntualmente avviene  a ridosso delle elezioni – ci sia il soave richiamo di una sirena che di nome fa rimborso e di cognome invece elettorale (altro delicato argomento, quello del rimborso elettorale: maneggiare con cura!). Chissà se il ghiotto pensiero possa essere la molla che spinge a dar vita a partiti “mordi e fuggi”.

E per concludere, o meglio, per voler concludere (ma si può concludere?), che dire della mania di protagonismo dei nostri politici? La maggior parte delle liste di spicco presenta il nome del suo leader, una pratica odiosa: il partito non appartiene alla persona e non si identifica e non DEVE identificarsi col suo leader di turno. Se questa pratica potrebbe essere comprensibile per il nome dell’aspirante presidente del consiglio, giusto per una questione di comprensione (un nome che dovrebbe subito essere depennato dal logo del partito o della coalizione all’indomani delle consultazioni elettorali), non trova giustificazione in relazione agli altri “leader” di partito che pongono come elemento stabile del logo il proprio nome con caratteri più evidenti e voluminosi rispetto al nome stesso del partito! E’ arrivato il momento di comprendere che la politica non è un affare individuale, un qualcosa su cui porci un nome, e si potrebbe cominciare proprio con l’eliminazione dei nomi dai loghi dei partiti.

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Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

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