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Un referendum sull’Ue e sull’Euro? Tutte fandonie (e disinformazione)

Unione europea, Eurozona e referendum per uscirne: mala fede o incompetenza rappresentare come possibile qualcosa che la Costituzione non permette? Un referendum sull'Ue nell'era della disinformazione

Unione europea, Eurozona e referendum per uscirne: mala fede o incompetenza  rappresentare come possibile qualcosa che la Costituzione non permette? Un referendum sull’Ue nell’era della disinformazione

di Duccio

Come se non bastassero le “vecchie volpi”, anche gli asseriti nuovi volti della politica e sedicenti innovatori/salvatori pensano bene di impacchettare con appariscenti fiocchi colorati delle festanti balle demagogiche, buone per ogni circostanza: un vecchio adagio di Grillo & Co. sull’Unione europea e sull’Euro ed una soluzione che gli avrebbe valso la bocciatura all’esame di diritto costituzionale (e forse anche di diritto internazionale). Robetta per chi vorrebbe rinnovare il modo di fare politica e avrebbe voluto anche un governo guidato dal suo MoVimento, per intenderci. Il referendum sull’Ue e sull’Euro torna in auge (forse per distogliere l’attenzione da altre vicende.. “ma questa è un’altra storia”, come direbbe qualcuno).

«L’Europa va ripensata. Noi consideriamo di fare un anno di informazione e poi di indire un referendum per dire sì o no all’euro e sì o no all’Europa (…) Sull’Euro e sull’Europa gli inglesi ci insegnano la democrazia. Nessun partito può arrogarsi il diritto di decidere per 60 milioni di persone» (23 maggio 2013) [Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/QHs15].

Belle parole dal forte impatto demagogico, peccato il contenuto è un optional non compreso nel prezzo. Volendo tralasciare quanto sia incomprensibile pensare di riformare l’Unione europea abbandonandola, la balla colossale sta nell’auspicato referendum sull’Ue e sull’Euro rappresentato come possibile dal politico genovese (perché ormai è un politico, l’italiano non è un optional!).

Quello del referendum per l’adesione/fuoriuscita dall’Unione europea ormai è un mantra del Movimento 5 Stelle della Grillo&Casaleggio, ripetuto in ogni dove e in ogni quando onde evitare di restare senza temi capaci di riscuotere un nutrito e fragoroso applauso. Ma a quanto pare la disinformazione, tanto additata da coloro che reputano il blog di Grillo l’unico portale delle verità altrove celate, è uno strumento che trova consenso anche dove splendono le 5 stelle. Perché condannare l’adesione all’Ue e parlare di un referendum per l’abbandono dell’Ue è opera di grande disinformazione. E che si tratta di disinformazione ce lo spiega un seppur minimo, flebile ed impercettibile riferimento all’articolo 75 della nostra Costituzione, la stessa Costituzione più volte presa come riferimento per criticare gli “altri”.

L’articolo 75 della (sempre più dimenticata) Costituzione della Repubblica vieta l’indizione di referendum che abbiano ad oggetto la ratifica di trattati internazionali. L’adesione alla Comunità economica europea prima e all’Unione europea dopo è avvenuta attraverso la ratifica di un trattato internazionale. Ed è un trattato internazionale e come tale non sottoponibile a referendum quello che ha introdotto l’Euro come comune valore di cambio delle monete che avevano corso legale negli Stati membri. Un referendum per uscire dall’Unione europea? E’ possibile recedere dal trattato, quindi uscire dall’Unione europea, comunicandolo al Consiglio europeo e concludendo un accordo di recesso con il Consiglio dell’Unione, ossia un trattato internazionale non sottoponibile a referendum. Ammessa e non concessa una revisione dell’articolo 75, non sono ammessi referendum simili. Le affermazioni contrarie si riducono in chiacchiere.

E meno male che prima del (l’impossibile) referendum vogliono fare un anno di informazione! Su cosa? Bisognerebbe cominciare informando che non è attuabile, allo stato attuale, un referendum per abbandonare l’Unione europea. Ma, forse, non conviene o semplicemente non si sa di cosa si parla: in entrambi i casi si tratta di disinformazione. In mala fede o per ignoranza, sempre di disinformazione si tratta. E’ preferibile, a quanto pare, strappare applausi da persone ormai stanche che sentono un blando ristoro quando le si asperge di facili quanto improbabili soluzioni.

Inoltre, se proprio si ritiene essere la panacea di tutti i mali un’ipotetica fuoriuscita dall’Unione europea e dalla moneta unica, sarebbe il caso di spiegare le motivazioni che stanno alla base di questa affermazione e quali sarebbero i benefici. Ormai si tratta di uno slogan logoro e privo di sostanza, parola d’ordine di ogni cospirazionista. E con questo, si badi, non si vuole guardare all’unione europea come ad una macchina sovranazionale perfetta, essendo sotto la vista di tutti i molti nei.

Un’ultima e breve chiosa: è vero che nessun partito può arrogarsi il diritto di decidere per un popolo, infatti sono stati gli organi di governo a stipulare il trattato e le Camere a ratificarlo, le stesse Camere che sono state votate dal popolo. Dettagli di democrazia rappresentativa, che puntualmente sfuggono.

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Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

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