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6#. Come funzione il rimborso elettorale: le cifre di un insano meccanismo

- Il sesto articolo della Rubrica “Elezioni politiche 2013″ - I numeri scandalosi del rimborso elettorale dal 1994 al 2008. Come funziona il rimborso elettorale, ossia le modalità di erogazione dei contributi ai partiti per le spese sostenute durante la campagna elettorale: un camuffato finanziamento all'attività ordinaria del partito, cioè quello abrogato dal referendum del 1995.

Come funziona il rimborso elettorale, ossia le modalità di erogazione dei contributi ai partiti per le spese sostenute durante la campagna elettorale

di Duccio

[Sesto articolo della Rubrica Elezioni politiche 2013]

Sulle finalità e gli scopi (mai raggiunti) del finanziamento pubblico ai partiti si è detto nell’ultimo articolo della Rubrica (qui) e si è già detto che il rimborso elettorale è l’unica voce del finanziamento pubblico rimasta in vita all’indomani del referendum abrogativo (sempre qui).

Le modalità e i criteri di erogazione del rimborso elettorale sono i seguenti:

  • accedono al rimborso elettorale i partiti che superano l’1% dei voti ottenuti su base nazionale per la Camera dei deputati (nonostante il partito debba ottenere almeno il 4% dei voti su base nazionale per contare seggi alla Camera) e su base regionale per il Senato della Repubblica (nonostante il partito debba ottenere l’8% dei voti su base regionale per entrare in Senato);
  • il rimborso elettorale viene erogato in base agli iscritti alle liste elettorali, per un esborso di 4,5 euro per elettore (votante o meno) contro le 1600 lire del 1994 (quindi non si prendono in considerazione i criteri che logicamente meriterebbero attenzione come le spese effettivamente effettuate dai partiti durante e per la campagna elettorale e i voti effettivamente ottenuti);
  • il rimborso elettorale viene erogato annualmente per l’intera durata normale della legislatura – 5 anni – anche nel caso di fine anticipata,(regola abrogata nel 2011)

Risultati di un sistema siffatto?

rimborsoDal 1994 al 2008 si sono succedute 5 legislature che sono costate circa 2 miliardi e 300 milioni di euro. Solo nel 2008 sono stati rimborsati 503 milioni di euro a fronte di circa 110 milioni di euro di spese elettorali: un rimborso 5 volte superiore alle spese ed una plusvalenza di quasi 400 milioni di euro (sempre nel 2008, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti hanno comportato un rimborso di 135 milioni dollari, 100 milioni euro insomma). Questi numeri fanno del rimborso elettorale un vero e proprio finanziamento pubblico della attività ordinaria del partito, cioè quello abrogato col referendum del 1993. Piuttosto imbarazzante il modo con cui si manca di rispetto ai cittadini che hanno espresso un secco consenso per l’abrogazione di tal tipo di finanziamento.

Logica vuole e comanda (benchè ignorata e sbeffeggiata) che se di rimborso si tratta, questo dovrebbe essere ancorato alle spese sostenuto, altrimenti coerenza impone di chiamare tale erogazione “premio”. O sarebbe meglio chiamarlo col nome che gli spetta: abrogato finanziamento pubblico dell’attività dei partiti occultamente reintrodotto  con un falso rimborso delle spese sostenute dai partiti per la campagna elettorale! Un po’ lunghetto come nome, ma è giusto chiamare le cose per quello che sono.

Nel 2012 il Governo tecnico ha dimezzato il valore del rimborso residuante relativo alle elezioni del 2008. Poca roba da parte di un governo che ha introdotto in maniera indiscriminata una patrimoniale sulla prima casa: motivo questo che avrebbe reso opportuno il blocco dell’erogazione. L’unica strada percorribile è costituita dalla modificazione dei criteri di accesso ed erogazione del rimborso elettorale inserendo l’unico criterio delle spese effettivamente sostenute. Nella permanenza di tale sistema, tale contributo dovrà assumere il nome di abrogato finanziamento pubblico dell’attività dei partiti occultamente reintrodotto con un falso rimborso delle spese sostenute dai partiti per la campagna elettorale.

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Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

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