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Stefano Cucchi: è Stato Nessuno

Chi ha ucciso Stefano Cucchi? Ovvio: nessuno! O "Nessuno"? Allora, chi è Nessuno? Oppure il suo assassino è Stato-Nessuno?

Chi ha ucciso Stefano Cucchi? Ovvio: nessuno! O “Nessuno”? Allora, chi è Nessuno? Oppure il suo assassino è Stato-Nessuno?

di Duccio

Questo non vuole essere un ilare gioco di parole (di ilare non c’è nulla, ci mancherebbe), ma un’amara concettualizzazione di ciò che sta accadendo a seguito della morte di Stefano Cucchi. Perché se tutti vengono assolti, qualcosa non torna: non si trattava di un libero cittadino, ma di un soggetto sottoposto a custodia cautelare i cui “rapporti sociali” sono facilmente individuabili: agenti di polizia, personale medico e altri detenuti. nonostante ciò, nessuno ha ucciso Stefano Cucchi. Ecco che, allora, forse è necessario personificare e comprendere che quando si parla di “nessuno”, non si fa riferimento ad un pronome,  bensì ad un nome proprio, “Nessuno

Sono stati gli agenti di Polizia? Certo che no! Forse i medici? Neanche per sogno! Allora altri detenuti? Assolutamente no! A questo punto: chi ha ridotto un corpo in quelle condizioni sino a strappargli la vita? Qui subentra Nessuno. Eppure qualcuno l’ha pur dovuto ridurre in quello stato, sono eloquenti le ecchimosi che ricoprivano il suo corpo e gridano vendetta le altre lesioni sparse un po’ dappertutto. Tuttavia, Nessuno è responsabile.

Sottopeso (37 Kg al momento della morte(?)/omicidio – ma lo stato di malnutrizione era già presente durante l’udienza di convalida dell’arresto e non si comprende come sia stato sottoposto alla custodia cautelare in carcere, stante anche l’epilessia di cui soffriva), lesioni ed ecchimosi al viso (anche queste presenti durante quell’udienza), al torace, all’addome, alle gambe, mascella fratturata, emorragia alla vescica, due fratture alla colonna vertebrale. Qualcuno ha pure cercato di affermare che già si trovava in quelle condizioni o che comunque si era ridotto in quello stato da solo (asserzioni che si commentano da sole e non meritano né repliche né, tanto meno, critiche di sorta). Ma, a quanto pare, Nessuno (nome proprio, si badi!) è in grado di ridurre così un uomo.

Bene, è stato Nessuno. C’è un nome, dopo tutto: il suo nome è proprio “Nessuno”. peccato che Nessuno non possa essere soggetto a pena alcuna. E quindi?

Delle due soluzioni, una: la condanna degli agenti, laddove fosse riconosciuta la loro responsabilità, non lederebbe l’immagine di un corpo di polizia (così come le giuste proteste di una sorella a cui hanno massacrato un fratello non possono ledere il decoro del corpo di polizia né tanto meno istigare all’odio, come sostenuto da qualche sindacato…), bensì separerebbe i vili dai servitori dello Stato; al contrario, l’indifferenza (e l’insabbiamento, come maliziosamente si direbbe) di quanto avvenuto farebbe emergere il vero carnefice, quello Stato che deve assicurare il rispetto delle regole anche per mezzo dei suoi strumenti, la polizia in primis.

Se queste rimarranno le cose e nessun responsabile verrà ufficialmente individuato, allora quel Nessuno non sarà più un nome proprio sganciato da qualsivoglia riferimento soggettivo, ma sarà il nome proprio di uno Stato incapace di individuare i colpevoli di un omicidio avvenuto tra un luogo di detenzione ed un ospedale. Fino a quando non si farà chiarezza sulla vicenda e sulla posizione degli agenti e dei medici (l’insufficienza di prove non è un argomento accettabile in casi del genere, l’omicidio è avvenuto tra un luogo di detenzione ed un ospedale) sarà soltanto lo Stato il responsabile della morte di Cucchi: chi indossa una divisa (o un camice, in date situazioni) non è altro che strumento dello Stato per l’applicazione delle sue regole.

Ma in fondo, il fatto è semplice: Stefano Cucchi è morto, tutto qui. E dopo la sua morte è stato pure ucciso. Se a causa di Nessuno è morto (questo è l’attuale), di certo Cucchi sta per essere assassinato dallo Stato. E se questo deve essere l’infausto e miserando epilogo, la storia italiana dovrà accogliere l’omicidio Cucchi quale omicidio di Stato. Per lo meno potrà apprezzarsi che un colpevole verrà individuato: potrà dirsi che l’omicida di Stefano Cucchi è “Stato-Nessuno”.

Ancora un grado di giudizio, nell’auspicio che lo Stato non si macchi (perché non vuole) di questo delitto.


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Duccio, classe ’89. Ha conseguito la maturità classica nel 2008 e la laurea in giurisprudenza nel 2013. Coordina il Blog di cui è ideatore e amministratore http://facebook.com/liberaopinio

4 Responses to “Stefano Cucchi: è Stato Nessuno” Subscribe

  1. Il Blog 11 novembre 2014 at 13:08 #

    Una cosa è dire che le percosse non hanno causato la morte, un’altra dire che non si sa neanche se Cucchi fu percosso. C’è ancora un grado di giudizio

  2. GabrixSoftware 11 novembre 2014 at 13:05 #

    Senza ombra di dubbio, il problema secondo me è che sono coinvolte troppe persone. Svariati poliziotti, 6 medici e 3 infermieri. Di tutti questi nessuno è disposto ad additare l’altro per salvarsi la pelle? Di certo non credo siano tutti a fare comunella, appartengono pure a categorie diverse.
    I certificati dicono che non sono state le botte ad ucciderlo. Ma se mettiamo in dubbio le parole dei medici allora possiamo mettere in dubbio qualsiasi cosa

    Nessuno mette in dubbio le botte
    Solo che è comprovato che è veramente complicato dare delle responsabilità in questo caso specifico

  3. Il Blog 11 novembre 2014 at 11:06 #

    Nessuno ha parlato di santità del Cucchi per ovvie e chiare ragioni. Non si vogliono intitolare in suo onore camere in Parlamento o pubbliche piazze.
    È incontrovertibile che è stato massacrato.
    Un’argomentazione del genere è foriera di tutta una serie di conclusioni ai limiti della civiltà.
    Esiste il processo: strumento di giustizia attraverso la tutela dei diritti. Diversamente, lo Stato non sarebbe diverso dai criminali che persegue e il che vale a dire che il cittadino non puo uccidere, mentre lo Stato con i suoi strumenti ed organi lo può fare. L’omicidio è tale a qualsiasi livello. Su questo non c’è discussione alcuna.
    Inoltre traspare un certo riconoscimento circa quello che è accaduto ed una certa accettazione. Cosa alquanto grave.
    La giustizia (e non il giustizialismo, perché nessuno vuole che venga condannato un innocente, ma soltanto che non ci si prenda in giro) deve fare il suo corso.
    Infine, perché questi fatti riguardano solo e sempre i cosidetti “pesci piccoli” e mai i capi del traffico di droga, i capimafia, i pubblici funzionari a seguito di grandi truffe contro lo Stato (quindi, contro i cittadini)? C’è uno strano accanimento che nulla ha a che vedere con chissà quale primordiale senso di giustizia… intelligenti pauca

  4. GabrixSoftware 11 novembre 2014 at 00:33 #

    Ricapitoliamo: Il “GEOMETRA” se così lo si può definire, viene trovato in possesso di 12 confezioni di varia grandezza di hashish, tre confezioni impacchettate di cocaina, una pasticca di sostanza inerte ed una pasticca per l’epilessia… Perché continuare a fare di lui un Carlo Giuliani? Perché innalzarlo come la vittima della situazione? Era uno spacciatore, e come si sa già, per spacciatori e pedofili c’è un odio è un disprezzo speciale.

    Questo per premettere che il signorino non era un santerellino, e forse (secondo la mia personale opinione) la sua morte non è proprio un male… Uno spacciatore in meno.

    Veniamo a noi:
    Carabinieri, 6 poliziotti della penitenziaria. 6 medici e 3 infermieri si sono messi d’accordo per lasciare morire un tossicodipendente spacciatore di cocaina… Ehm il povero Stefano volevo dire… La cosa non puzza un po’? Nessuno ha i rimorsi di coscienza? È veramente così semplice fare un accordo così spregevole? Io non credo…

    La FOTO CHE INDIGNA L ITALIA:
    Le foto di Stefano Cucchi pubblicate su internet, sono le foto effettuate dopo l’autopsia ovvero a distanza di 24 ore dalla morte (intervallo di tempo obbligatorio stabilito dalla legge), dopo che e’ il suo corpo è stato aperto e sezionato, gli organi interni prelevati per essere esaminati. Le macchie sulla schiena non sono lividi ma macchie ipostatiche ovvero la colorazione blu delle zone declivi del corpo che avviene naturalmente a partire da 30 minuti dopo la morte.
    E’ cosi’ difficile capire che a 24 ore dalla morte e dopo un’autopsia, un corpo appare irriconoscibile?
    Un giorno al telegiornale nazionale hanno fatto vedere le mani del Cucchi che presentavano ulteriori segni di decomposizione post mortem e quei segni fatti passare per bruciature che gli sarebbero state procurate magari proprio al Pertini. Si è parlato di atroci torture cui lo avrebbero sottoposto. Ovviamente non era vero e la perizia medico legale ha ampiamente escluso che si trattasse di ustioni da sigaretta , quanto piuttosto anche questa volta di fenomeni post mortem.

    Vogliamo un colpevole?
    Nessuno vuole negare che Il geometra non sia stato picchiato, ma non sono state le percosse ad ucciderlo, non ha passato 5 giorni di agonia in ospedale ma in totale coscienza.
    Ma poi, 5 giorni di digiuno hanno mai ucciso nessuno? Il mio caro amico Mustafah ride al sol pensiero di una convinzione di questo genere.
    Ma allora di cosa è morto?
    Boh… Non è chiaro, una cosa certa è che l’autopsia non parla di organi in ottimo stato… Beh, alcol e droga non fanno bene alla salute e questo è risaputo, come è risaputo che il Dr. Cucchi rifiutava continuamente gli accertamenti medici.
    Perché cucchi nonostante abbia parlato con i suoi, non ha mai detto di essere stato picchiato?

    Ma allora noi cosa cerchiamo?
    Vogliamo sapere di cosa è morto o chi lo ha ucciso?
    Sareste più contenti in una condanna ingiusta?
    Magari alla famiglia di cucchi non sono bastati il milione di € di risarcimento…

    Fidatevi di me… La situazione è molto contorta e condannare poliziotti e medici non farà luce alla vicenda e si rischierebbe di rovinare famiglie per bene per fare la giustizia ad uno spacciatore di cocaina tossicodipendente.

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