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VIVA L’ITALIA: quando un film dipinge la realtà di un Paese

Un film che descrive la realtà politica e sociale italiana, con la quale gli italiani devono fare i conti. Nel bene o nel male.

di Duccio

A volte non servono pennelli e colori per dipingere quello che ci circonda. A volte può bastare una pellicola ben fatta e un cast di tutto rispetto. Impossibile restare impassibili alla visione del film di Massimiliano Bruno, “Viva l’Italia”. Un particolareggiato ritratto a tinte fosche, magistralmente celate da un velo piuttosto pesante di amaro umorismo, in cui viene riversato lo scenario socio-politico che l’Italia attraversa e gli italiani, anche conniventi, subiscono.

La trama in breve: l’onorevole Michele Spagnolo (Michele Placido), leader del partito Viva l’Italia e potente politico che tutto può, abituato alla menzogna e allo scambio di favori, a causa di un malore viene colpito da una patologia, la demenza frontoparietale: le sue funzioni cerebrali sono compromesse e non è più in grado di mentire.

Non manca nulla nel calderone: la falsità e la menzogna dell’odierna politica, con politici corrotti, asserviti al vizio e avvezzi alla menzogna, consorterie politiche dettate solo dall’utilità personale di soggetti che professano a parole diversi ideali, strumentalizzazione di valori al solo scopo di racimolare voti su voti, l’ipocrita esaltazione della famiglia da parte di persone che hanno alle spalle famiglie distrutte, e i risvolti sociali del “favoritismo” e della “raccomandazione”, da cui persone incapaci poste ai vertici di consigli di amministrazione di società che vincono le gare d’appalto in maniera poco onesta, star e starlette che raggiungono la telecamera attraverso parentele “forti” o per “libera concessione” del corpo al politico di turno, concorsi poco limpidi e graduatorie manomesse con una telefonata, reparti ospedalieri nevralgici chiusi per ragioni politiche e favoritismi verso cliniche private gestite dagli stessi primari dei reparti astutamente fatti chiudere, l’apparteneza a lobby sociali come grimaldello per farsi strada in una società sempre più spietata.

Questo elenco non è solo il contenuto del film, ma il degrado in cui versa la nostra cara Italia. Il film, semmai, denuncia il tutto e lo fa seguendo le linee della commedia di gusto tipicamente italiano.

L’onorevole Spagnolo è stereotipo dell’odierno parlamentare o, almeno, come oggi purtroppo appare: bugiardo, corrotto, dedito ai favoritismi e ai vizi. Il suo ravvedimento è dovuto alla patologia che gli rende impossibile continuare a svolgere la sua attività: non è più capace di mentire e quindi non è più utile al partito, il quale prontamente lo scarica. L’onorevole perderà il suo prestigio, ma in compenso acquisterà una coscienza (quale spettatore, guardando il film, non ha bonariamente augurato questa simpatica patologia ai propri parlamentari?).

La figura del parlamentare dovrebbe dare un senso di autorevolezza, saggezza. Oggigiorno, invece, il parlamento è divenuto sinonimo di latrocinio, potere e favoritismo. E non  è la prima volta che la figura del parlamentare viene così dipinta: questo perchè si sono affermate nell’opinione comune tali caratteristiche, per tutta una serie di ovvie ragioni.

Il film è fuor di dubbio ironico e la satira è ben architettata. Ma non si potrà ridere, bensì sorridere con una certa amarezza che difficilmente lo spettatore può celare innanzi a quella che è la rappresentazione autentica della realtà sociale. Quello che più spaventa è la sensazione di rassegnazione, di impotenza di fronte a tale sfacelo. Si guarda lo schermo con la consapevolezza che ciò che ci viene proiettato è la verità, una consapevolezza che tende a diventare nervosismo, poi rabbia contro il sistema, infine consapevolezza che tutto ciò che pensiamo, tutti i cambiamenti che desideriamo, si concretizzeranno solo in vacue parole prive di immediata o futura reazione. Non è il sistema disarmante, bensì la connivenza.

In tal senso, il film è colmo di rimproveri ed esortazioni. Una su tutte: l’onorevole Spagnolo  discute con il figlio (Raul Bova), medico zelante ed onesto ma mai impegnato personalmente ed inconsapevole di aver vinto il concorso grazie ad una “telefonata”, rimproverandogli di essere sempre stato bravo a giudicare e ad indignarsi senza, però, avere mai avuto il coraggio di prendere delle responsabilità cercando di cambiare le cose. Questo è il momento in cui per lo spesttatore è d’obbligo immedesimarsi nel figlio esortato a metterci la faccia affichè qualcosa cambi.

Un monito, infine, un avvertimento è rivolto allo spettatore: mentre noi parliamo, i soliti intrallazzi politici vengono perpetrati e ci vengono proposti come discorsi densi di contenuto. Ecco, quindi, un auspicio, sicuramente enfatizzante, ma con un forte carattere provocatorio: l’on. Spagnolo, ormai consapevole del marcio a cui aveva dato un notevole contributo, auspica l’inserimento nella nostra Costituzione di un nuovo articolo, l’art. 140: “Tutti i cittadini hanno il diritto di conoscere la verità”, in modo tale che i cittadini vengano messi a conoscenza di ciò che viene tramato a loro insaputa. Ma a ben vedere, la verità la conosciamo, ed anche bene, altrimenti non staremmo qui a parlarne. Il punto, semmai, è un altro: la verità la vogliamo per il gusto di parlare e affastellare parole su parole in salsa “talk show” oppure per dar vita ad un vero cambiamento?

Commentate liberamente e dite la vostra, ne saremo lieti.

Duccio

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4 Responses to “VIVA L’ITALIA: quando un film dipinge la realtà di un Paese” Subscribe

  1. Duccina 30 ottobre 2012 at 23:40 #

    Veramente un bel film…di quelli che ti divertono sì, ma che alla fine ti lasciano l’amaro in bocca….
    La scena che, non solo mi ha colpito di più ma che mi ha fatto letteralmente venire la pelle d’oca (e non per il freddo che c’era in sala purtroppo) è stato quando l’onorevole Spagnolo attraversa la piazza in cui si sta svolgendo una guerriglia: giovani incappucciati e polizia si scontrano violentemente: pietre, manganelli, esplosivi… Scene che purtroppo qualche mese fa era quello che realmente accadeva in alcune delle nostre città.
    Ebbene sì, siamo arrivati fino a questo punto…
    Protestare, manifestare va bene..anzi, ma la violenza non ha portato nè mai porterà a nulla di buono….

    • Duccio 31 ottobre 2012 at 00:38 #

      La scena del film cui alludi è molto forte, specie se contestualizzat: ragazzi lasciatisi abbindolare dalle parole di un politicante che tiene comizio – lo stesso che subito dopo stringerà accordi col partito “nemico” – che protestano nella maniera più errata ed equivoca che potrebbe esserci. La violenza genera altra violenza: un circolo vizioso e perverso che difficilmente, poi, è possibile tenere a bada. Il fine, che potrebbe anche essere qualificato come “giusto”, in tal maniera viene del tutto travolto dal mezzo.
      Comunque sia, quei fotogrammi sono molto eloquenti, al di là dei giudizi di merito: nel film si vuole sottolineare il disagio sociale in cui sono immersi molti giovani privi di riferimenti saldi a cui affidare il proprio futuro.

  2. [D$I] WESKER 30 ottobre 2012 at 12:45 #

    Caro Duccio, inutile stare qui a parlare della Politica Italiana, potremmo aprire infiniti Post.
    Una mio caro amico mi diceva sempre che per combattere un male bisogna attaccarlo alla Radice.
    Sai qual’è la radice? L’ITALIANO.
    Noi Italiani siamo sempre pronti a metterla nel C**O al prossimo per 50 € in piu nella busta paga, per 5 minuti di straordinario, o solo per apparire piu belli davanti al nostro capo.
    Come biasimare i nostri politici? Sono solo ITALIANI che la mettono nel C**O al prossimo per 5.000.000.000.000 € in piu nella busta paga.

    Un’altra particolarità dell’italiano il coraggio multimediale.
    L’italiano è sempre pronto a condividere link su Facebook o video su youtube a riguardo ma nessuno farà mai niente di concreto.

    Se pensiamo di migliorare l’italia commentando su forum, condividendo link su facebook o partecipando ai sondaggi di SKY siamo sulla cattiva strada.

    IN GRECIA HANNO SCATENATO UNA RIVOLTA CIVILE NON APPENA HANNO ALZATO IL PREZZO DELLA BENZINA DI POCI CENTESIMI, E NOI DOVE SIAMO ARRIVATI? A FARE TUTTI LA BENZINA DI FINE SETTIMANA PERCHE CI FANNO 10 CENTESIMI DI SCONTO?

    “Loro” comandano e noi glielo facciamo fare.

    • Duccio 30 ottobre 2012 at 19:33 #

      Bravo: “e noi glielo lasciamo fare”. Infatti ho fatto riferimento alla supina connivenza manifestata giorno dopo giorno.
      Caro Wesker, il web non sarà di certo la soluzione, ma costituisce un luogo di incontro di idee ed opinioni. Sicuramente non sarà questo blog lo strumento giusto, e non lo vuole essere, ma sicuramente lo scambio di pensieri aiuta anche a comprendere molte problematiche che ci riguardano personalmente.
      Non dobbiamo sottovalutare la forza del web: la connessione di persone, di menti e di forze che si viene a creare non è roba da poco. Anzi, c’è anche chi parla di “sovranità della rete”, un potere che difficilmente può essere fermato o assopito. Quella che viene definita “primavera araba” che ha sconvolto i paesi del nord Africa ha avuto il suo incipit proprio nella rete. In Cina, dove il governo è acclaratamente autoritario, vieta di tutto e di più ai propri cittadini, ma quando ha oscurato internet, gli stessi cittadini cinesi (inclini per tradizione e forma mentis ad accettare le decisioni dei governanti) hanno “alzato” la voce, perchè il web per loro costituisce l’unica finestra possibile da cui evadere, anche solo con la mente.
      Comunque, è innegabile la fondatezza di quanto hai scritto circa la situazione odierna.. Ma accettarlo sarebbe ancora più miserando.

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