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Votarti o non votarti: questo è il problema! (per “Parola ai lettori”)

"Votarti o non votarti?" La domanda che attanaglia un lettore del Blog - autore dell'articolo - che pone la sua personale e soggettiva riflessione sul dubbio scatenato dalle parti politiche contendenti. Per "Parola ai lettori" della categoria "Libero pensiero (art. 21 Cost.)".

N.B. L’articolo si inserisce in “Parola ai lettori” della categoria “Libero pensiero (art. 21 Cost.)“, categoria appositamente dedicata alle libere e pure opinioni personali di chi scrive, che non devono necessariamente essere inerenti alle finalità del Blog: motivo per cui, l’articolo è il pensiero unicamente del suo autore. Il Blog, pertanto, né se ne discosta né fa proprio il pensiero, ponendosi solo come strumento per l’esercizio del libero pensiero. Ciò vale per qualsiasi articolo e per qualsiasi lettore o collaboratore del Blog che voglia dire la sua.

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“Votarti o non votarti?” La domanda che attanaglia un lettore del Blog – autore dell’articolo – che pone la sua personale e quindi soggettiva riflessione sul dubbio scatenato dalle parti politiche contendenti. Per “Parola ai lettori” della categoria “Libero pensiero (art. 21 Cost.)”.

del lettore del Blog Giuseppe Savoca

(Giuseppe Savoca, classe ’88, dottore in giurisprudenza e praticante avvocato)

Come ben tutti sanno per vie traverse, dalla televisione, dalla radio o dal semplice vecchio passaparola, il primo periodo del 2013 è imperniato sulle prossime elezioni politiche che si terranno a febbraio e ai dibattiti-scontri politici che naturalmente ne conseguono. Il nuovo elemento di novità (se così si può dire giacché le ultime legislature possono invece considerarsi quali capitoli di una saga letteraria o cinematografica, dove i personaggi sono sempre gli stessi e le loro relazioni sono improntate a tradimenti, riappacificazioni tentate o ottenute, battibecchi e promesse, ahimè tralasciando i veri problemi che attanagliano il nostro paese in tal periodo di crisi) è dato dalla redazione delle cd.“liste pulite”, ossia la redazione di liste elettorali in cui non compaiono determinati personaggi politici per ovvi motivi di convenienza e immagine della coalizione stessa, affinché quest’ultima  possa vincere, o almeno attrarre il maggior numero di voti possibili ottenendo altrettanti seggi alle prossime elezioni.
Si pensi alla lista del PDL,in cui è stata esclusa la candidatura, tanto per citarne una,del “per benissimo” (cit. Silvio Berlusconi) Marcello Dell’Utri; oppure si pensi al Partito Democratico che, per ragioni di opportunità in correlazione alle vicende giudiziarie dell’ on. Vladimiro Crisafulli, s’è visto ad escludere quest’ultimo dalle liste di candidatura alla Camera dei Deputati.

Vorrei adesso dissertare su una mia preoccupazione corrente concernente le elezioni che si terranno tra poco.

Mio fondamentale ed amletico dilemma è: Per chi votare???

Lungi ormai dai tempi in cui il cittadino comune sosteneva il suo voto asserendo che “ io voto Tizio o il suo partito perché le sue idee e/o priorità si avvicinano o s’identificano con quelle mie”, ormai tramite gli anni e i fallimenti delle varie legislature si è arrivati a una cattiva abitudine “civica” per cui si tende a votare non il partito allineato con il proprio pensiero ma il partito o coalizione che rappresenti il “male minore”.
Invero, come già anticipato poco prima, la mia indecisione sta nel fatto che ogni coalizione che concorre alle prossime elezioni ha uno o più motivi per cui, secondo me,  non dovrebbe essere affatto votato.

Per questioni ed esigenze di par condicio elencherò ogni coalizione collegando ad essa i miei motivi di diffidenza.

Beh, vorrei proprio iniziare con la coalizione del PdL : E’ pazzesco che dopo 20 anni di fallimenti si ripresenti Berlusconi il quale magari cavalca temi sacrosanti e leciti, ma come scaltro ed astuto imprenditore lo fa non perché’ ci crede ma perché’ glielo suggeriscono  i sondaggi.Inoltre il suo ritorno in campo per salvare l’Italia in qualità d’ipotetico Ministro dell’Economia mi puzza non poco; innanzitutto ben poco i “governi Berlusconi”hanno fatto in passato per il bene del paese, mostrando ultimamente i vizi e gli eccessi dell’attuale classe politica. Inoltre non credo che Berlusconi, una volta vinte le elezioni, si accontenti del dicastero del Ministro dell’Economia lasciando la nomina di Capo di Governo all’ex guardasigilli Angelino Alfano; piuttosto ritengo (e temo) che sia più probabile e verosimile che qualora tale coalizione arrivasse al potere, Berlusconi con un colpo di spugna rimangi la predetta disposizione delle funzioni e ritorni a fare il Premier, visto e considerando inoltre la utopica promessa (tanto da scatenare una serie di innumerevoli “memes” sui social networks) di togliere l’IMU e di provvedere a rimborsare coloro che hanno pagato tale tributo. Inoltre ritengo che se Berlusconi ritorni a fare il Premier, l’Italia perderebbe abbastanza credibilità nell’ambito della politica estera, visto i trascorsi “imbarazzanti” dell’ex Premier (effettivamente sorridere e fare le corna non è che sia il massimo per un Premier in riunione a Bruxelles).
Dulcis in fundo è utile ricordare al lettore che nella coalizione di Berlusconi è presente anche la Lega Nord; e da buon siciliano potrete immaginare tutta la mia simpatia per la Lega……

Con Monti per l’Italia: Ebbene sì, sarò franco. Votare per Monti secondo me è una vera e propria follia. Ovviamente non mi limito a enunciare tale violentaaffermazione senza dare un minimo di argomentazioni valide.
Innanzitutto in questi quattordici mesi di governo tecnico si deve riconoscere a Monti che abbiamo riacquistato notevole immagine e credibilità all’interno della politica estera, seppur delle  vere e proprie  catastrofi si siano verificate nelle manovre della politica interna. Sinceramente le scelte politiche del governo tecnico sono, a mio parere, più che sindacabili e incondivisibili.
Innanzitutto è lecito ricordare che non appena nominata quale Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, la quale prima piange in pubblico, molto coerentemente dopoattacca l’art.18, ultimo baluardo di garanzia dei lavoratori.
Anche il nostro SuperMario lascia alcuni aloni d’inopportunità:immette l’IMU(giudicata poi illegittima e iniqua dal Consiglio dell’Unione), taglia le pensioni, aumenta l’età pensionabile,aumenta i controlli e la lotta all’evasione fiscale, asserisce che il posto fisso sia noioso e che i giovani debbano avere spirito di avventura all’Indiana Jones, mantiene le regalie della casta politica e con i gettiti fiscali ottenuti aiuta le banche, che saggiamente dopo quattro giorni perdono tutto (vedi caso MPS).
Ritengo che agire politicamente in tempi di crisi non sia cosa facile, però credo che non bisogni essere degli eminenti professori bocconiani per capire che, ai fini di una minima crescita economica, l’aiuto non debba essere dato alle banche ma ai cittadini e alle piccole-medie imprese, riducendo la tassazione e facendo aumentare i consumi da parte di questi ultimi.
Nonostante tutto, considerato l’operato del governo tecnico, non credo che tale coalizione possa uscire vincitrice alle prossime elezioni.

PD: Secondo me a livello di attendibilità piuttosto messo male è anche il PD. Innanzitutto l’attuale programma è piuttosto controverso.  Infatti, da un lato insiste sulla crescita e sulla patrimoniale, d’altro canto il programma sembra ben incentrato sulla lotta all’evasione fiscale. A ben vedere le cose sembrano più che incompatibili.
Inoltre le preoccupazioni di Bersani ricadono sulla giusta integrazione e sul rispetto dei diritti degli extracomunitari e degli immigrati. Per carità, proposito nobile, però peccato che sembri che il Bersani si dimentichi invece dei veri “pilastri”dell’Italia, ossia gli stessi cittadini italiani, quelli che si svegliano presto per andare a lavorare, quelli che pagano le tasse e che, a differenza degli extracomunitari ospitati nel nostro paese, nulla viene a loro regalato.
Infine, giacché ritengo che lungo l’ultima legislatura il PD abbia fatto una pessima opposizione, a fortiori ritengo più che inadatto questo partito quale forza politica governante.

Movimento 5 Stelle: Sinceramente apprezzo molto Grillo quale comico irriverente. Lo apprezzo molto meno quale presunto “uomo politico”(se così può essere definito giacché di politico ha ben poco). Sebbene tutto ciò che egli dica sia condivisibile e abbastanza vero, la lettura del suo programma lascia qualche dubbio.
Nel programma M5S si parla di antipolitica. Tale termine, oltre ad essere inesatto perché se così fosse si rasenterebbe l’anarchia o la dittatura, è utilizzato quale cavallo di battaglia per convincere il popolino (non il popolo) a voler buttar già dal trono la presente casta politica, farle rinunciare ai suoi privilegi e amministrare il bene comune. Ben pochi invece sono gli strumenti elencati per cui si dovrebbero ottenere tali obiettivi.
Per dirla in altre parole, ciò che ha fatto e continua a fare il Grillo avrebbe potuto farla qualsiasi altro comune cittadino, il sottoscritto compreso: in pratica io stesso, una mattina avendo analizzato la catastrofica situazione politica attuale, avrei potuto ricamarci una serie di proteste mista a battute che avrebbe potuto incantare l’ascoltatore, convincendolo, infine, ad appoggiarmi ad eventuali prossime elezioni.
Altro punto chiave, che personalmente condivido, è l’uscita dall’Euro.  Sebbene tale punto sia pressoché impossibile poiché, richiamando il concetto del signoraggio bancario, tecnicamente la BCE ci“mangia sopra” la stampa della moneta europea, non viene mai enunciato lo strumento con cui l’Italia potrebbe uscire da questo “fardello”. Si è parlato molto astrattamente di referendum.

Rivoluzione Civile: Per ultimo di elenco, ma non per importanza, merita qualche cenno anche il partito di Ingroia, esimio ex magistrato il quale propone la sua candidatura all’interno della coalizione Rivoluzione Civile.
Invero ho letto il programma politico e sinceramente non mi convince più di tanto. Inoltre elemento che mi ha dato un particolare fastidio è stato, come rimproverato recentemente anche da un altro magistrato (Ilda Boccassini) il fatto di paragonarsi a personaggi alla stregua di Falcone(il quale ci tengo a ricordare che era un simpatizzante dell’ M.S.I.) come ad ottenere una sorta di indistruttibile carta di identità di attendibilità,  di valori e di principi; una sorta di diritto al salvacondotto in modo da ottenere la fiducia dell’elettore ( confuso e disgustato dallo scenario politico italiano) ed accaparrarne il voto.
Inoltre non riesco tuttavia a spiegarmi perché questo movimento, descritto e denominato come movimento di rivoluzione civile, ossia come rivoluzione che nasce dal cittadino per cambiare e migliorare il paese (tanto che il logo della medesima coalizione richiama molto il Quarto Stato del pittore Pellizza da Volpedo), debba per forza allinearsi con partiti di sinistra.
Pura coincidenza oppure c’è un granello di verità quando Berlusconi parla di toghe rosse?

Terminata l’analisi delle varie liste che si presenteranno alle prossime elezioni  di febbraio, la problematica  per cui votare e soprattutto se votare, (invero credo che il non-votare sia una cosa sbagliatissima, sintomo di un disinteresse totale per la res publica) non trova soluzione.
Invece auguro a te lettore, di aver già le idee chiare; o se così non è, spero di averti aperto un minimo gli occhi.

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3 Responses to “Votarti o non votarti: questo è il problema! (per “Parola ai lettori”)” Subscribe

  1. Valerio M Salerno 8 febbraio 2013 at 14:11 #

    Complimenti per l’articolo anche se non condivido alcune cose che hai scritto.
    Per prima cosa, un dato oggettivo: il PD non propone la patrimoniale, essa era una proposta di Vendola alle primarie ma come ben sai è passata la proposta di Bersani che non la contempla. Dal canto suo, il segretario propone la tassazione delle rendite finanziarie e ammette che l’unica patrimoniale è già esistente e si chiama IMU (tassa corretta, esistente ovunque, ma che va assolutamente resa decisamente più equa).
    Riguardo la proposta di uscita dall’euro sono assolutamente contrario, tuttavia c’è bisogno di sistemare la gestione della moneta e dei debiti degli stati europei.

  2. roccopassaro 8 febbraio 2013 at 11:00 #

    Complimenti Giuseppe

    • Giuseppe 8 febbraio 2013 at 11:15 #

      Grazie mille Rocco.
      Come esordio in questo blog, spero di non aver deluso le aspettative di coloro che, con ansia, aspettavano il mio primo articolo

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